localizzazione | Bologna
committente | comune di Bologna
destinazione | residenziale, commerciale, terziario
superficie | 40 ha
prestazione | progetto pilota
progettazione | Arch. A. Ravalli, giovanni corbellini, tasca studio
gruppo di lavoro | masini.milani.pelliconi
info | definizione di temi progettuali per aree di trasformazione della città incluse nel P.S.C.


La soluzione di progetto, dimensionata seguendo le indicazioni del Psc, riconosce le fitte macchie alberate esistenti, residuo dell’attività vivaistica, come parte integrante del nuovo sistema insediativo, sia dal punto di vista della dotazione di elementi “naturali” che da quello dell’articolazione spaziale. La cura di questo patrimonio vegetale e, insieme, del parco lungo il Savena, costituisce un importante elemento di coerenza visiva, di identità e di integrazione sociale (per la sua manutenzione si potrebbe pensare al coinvolgimento degli abitanti e/o a operatori del terzo settore). La successione insieme regolare e variata di queste macchie verdi costituisce inoltre una organizzazione fortemente strutturata (una sorta di successione di codici a barre alla cui geometria si aggiunge la differenza delle specie, dei loro colori e portamenti), integrabile con le medesime regole insediative da parte degli interventi edilizi. Una struttura in grado di dare senso alla spazialità dell’intervento a prescindere dalla sua completezza e di confrontarsi dinamicamente con i diversi tempi e assetti della sua realizzazione, sia essa rallentata da una minore pressione economica o venga viceversa investita da una richiesta che ne aumenti le densità previste. L’andamento del sistema edificato segue quindi le giaciture della organizzazione agricola e si orienta prevalentemente in direzione perpendicolare alla via Emilia e alle altre radiali. Si ottiene così una successione di fronti principali orientati a sud-est e una continua possibilità di modificazione tipologica e spaziale, capace di rispondere alle occasioni locali, graduando altezze e spessori degli edifici, e di confrontarsi con le dinamiche della richiesta di mercato attraverso l’offerta di una gamma molto ampia di possibili soluzioni. Una dialettica tra l’ordine insediativo e la variazione del sistema edificato ulteriormente accelerata dall’ottica inclusiva del progetto, che prevede la distribuzione all’interno di ogni area della quota di residenza sociale. (giovanni corbellini)