localizzazione | Basilica Palladiana, Vicenza
committente | Fondazione Teatro Vicenza
destinazione | allestimento
prestazione | Progetto esecutivo e D.L.
progettazione | Arch. Antonio Ravalli
gruppo di lavoro | S. Pelliconi, C. Villani, M. Simonato
info | Progetto di allestimento museale


Eredità dell’allestimento del 2019 è la struttura mobile, altamente flessibile e integralmente riutilizzabile, in grado di accogliere e sapersi adattare alle mostre di arte in programmazione: un sistema di scatole composto da blocchi modulari in metallo nero, con meccanismi che ne consentano il facile spostamento e collegamento per creare, di volta in volta, il layout prescelto per il nuovo allestimento. Le stesse scatole, in occasione di mostre temporanee, hanno il compito di mascherare al proprio interno tutti gli impianti, già in dotazione alla Basilica, necessari al controllo climatico degli ambienti e alla sicurezza. Il nuovo allestimento dell’esposizione “Vicenza 500” è occasione per reimpiegare i blocchi modulari e
organizzare un nuovo percorso-labirinto, in base alle necessità e alle scelte del curatore del nuovo lavoro. Si generano nuove prospettive e nuove opportunità di interazioni tra esposizione, visitatore e Basilica, nel rispetto del “vuoto” architettonico della Basilica e della sua leggibilità. La nuova disposizione planimetrica dei moduli permette la creazione di “piazze” e “stanze” al proprio interno: momenti di apertura e chiusura del labirinto in grado di dare una gerarchia tematica e funzionale lungo il percorso di allestimento. Queste soluzioni spaziali permettono inoltre di avere un diverso rapporto con il perimetro esterno e con la sua percezione, facendo rientrare la basilica in un rapporto di continuo dialogo con le opere.
Il collegamento che garantisce la stabilità strutturale di queste scatole è costituito da un profilo ad H rivestito in ottone, che fa da supporto anche ai binari dei corpi illuminanti. Ancora una volta la scelta ricade su un elemento lineare semplice capace di assolvere a più funzioni, per contaminare meno possibile lo spazio e avere un impatto percettivo ridotto. L’allestimento mira ad un tono dimesso e poco appariscente: una scelta a servizio dell’arte e del suo contenitore artistico, gli unici veri protagonisti dell’immagine finale del progetto. Gli interventi proposti sono altamente reversibili: si tratta di strutture in metallo e legno a secco studiate per autosostenersi e per non avere ancoraggi stabili sui pavimenti e sulle pareti perimetrali. L’involucro non viene contaminato nel pieno rispetto del monumento e delle scelte estetiche e formali dei precedenti interventi di restauro.
Al termine del suo utilizzo, così come previsto e già realizzato nella precedente occasione, il sistema verrà ricomposto all’interno della Basilica in un volume geometrico unico: un cubo disposto liberamente all’interno dell’ambiente che può fungere da box informativo mediante grafiche e proiezioni sulla storia dell’edificio, sul programma artistico vicentino o su altre tematiche appositamente concordate con l’amministrazione.